L’Economia e gli Economisti!

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Gli economisti si danno un compito troppo facile e troppo inutile se nei tempi di bufera ci sanno solo dire che quando la tempesta sarà passata il mare tornerà ad essere calmo” (J. Maynard Keynes)

Cos’è dunque questa tendenza ossessiva a definire “strutturali” i nostri problemi?

Sì, ho detto ossessiva. Gli economisti hanno discusso questo argomento per anni e gli strutturalisti non accetteranno un no come risposta, non importa quante siano le prove che dimostrano il contrario.La risposta, direi, sta nel fatto che sostenere che i nostri problemi sono gravi e strutturali offre una buona scusa per non agire, per non fare nulla che possa alleviare la piaga della disoccupazione. Ovviamente, gli strutturalisti affermano di non cercare scuse. Dicono che dovremmo concentrarci non sulle soluzioni rapide ma su quelle di lungo termine – sebbene non sia chiaro in cosa dovrebbe consistere una politica di lungo termine, al di là del fatto che essa comporta l’imposizione di sacrifici a carico dei lavoratori e dei meno abbienti.

Più di ottanta anni fa, John Maynard Keynes conosceva già questo tipo di persone. “Ma questo lungo termine”, scriveva, “è una guida fuorviante per i problemi che abbiamo davanti. Sul lungo termine saremo tutti morti. Gli economisti si danno un compito troppo facile e troppo inutile se nei tempi di bufera ci sanno solo dire che quando la tempesta sarà passata il mare tornerà ad essere calmo”.Vorrei aggiungere che inventare ragioni per non fare nulla circa l’attuale disoccupazione non è solamente crudele e dispendioso, è anche una cattiva politica di lungo termine. Ci sono infatti prove sempre maggiori che gli effetti corrosivi di una disoccupazione elevata getteranno un’ombra sull’economia per molti anni a venire. Ogni volta che qualche politico o qualche esperto presuntuoso comincia a spiegare quanto il deficit sia un peso per le prossime generazioni, bisogna ricordare che il problema più grande che i giovani americani devono oggi affrontare non è il fardello di un debito futuro, ma la mancanza di posti di lavoro che impedisce a tanti laureati di iniziare la propria vita lavorativa.Perciò tutto questo parlare di disoccupazione strutturale non va nella direzione di affrontare i nostri reali problemi, ma in quella di evitarli, di trovare una via di fuga facile e inutile. Ed è arrivato il momento di smetterla.

Sorgente: micromega – micromega-online » E’ la domanda, bellezza! – Versione stampabile

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