Genova, criptovalute e monete complementari corteggiano imprese e cooperative

Seminario in Camera di Commercio a Genova sulle criptovalute e sui circuiti di credito commerciale

Criptovalute, una minaccia o un’opportunità? Un interrogativo sempre più stringente, che è stato affrontato presso la Camera di Commercio di Genova nel corso di un incontro organizzato dall’Alleanza delle Cooperative.

La criptovaluta più nota è ovviamente il Bitcoin, che è anche quella più redditizia nel panorama globale. Ma ce ne sono molte altre e una decina circa sono quelle che possono competere con la moneta creata da Satoshi Nakamoto nel 2009. Si tratta delle monete digitali, quindi virtuali, criptate dietro ad un codice noto solo al sistema entro cui si realizzano: la Blockchain, una lunga catena di codifiche che registra ogni singola transazione.

Le criptovalute sono nate per rendere il sistema monetario decentralizzato, quindi non assoggettato a poteri centrali come i governi e le banche. A decidere sul loro destino devono essere pertanto gli stessi utenti che fanno parte del sistema. Un versante economico del tutto nuovo, ammantato da un certo mistero, ma che ha saputo conquistare molti investitori. Anche il mondo delle cooperative ha deciso di gettare uno sguardo sul tema.

“Oggi abbiamo fatto questo seminario in Camera di Commercio a Genova sulle criptovalute e sui circuiti di credito commerciale esistenti – spiega Paola Bellotti dell’Alleanza delle Cooperative – Si è trattato di una iniziativa di formazione per tutto il mondo delle imprese, incluse anche le cooperative, per affrontare i temi dell’innovazione finanziaria. Oggi ci sono due nuovi arrivati sui mercati finanziari, ovvero le criptovalute e le monete complementari, cioè tutti quei sistemi che cercano di sostituire la moneta liquida e aiutare le imprese a disintermediare le proprie attività rispetto al sistema bancario. Secondo noi è un tema molto attuale e interessante. La nostra idea era quella di approfondire questi temi con relatori del mondo finanziario”.

Franco Contu, Ceo di Sardex Spa: “Sardex è nata in Sardegna nel 2010 e si tratta di un sistema che consente alle imprese di comprare, vendere e scambiarsi bene e servizi utilizzando unità di conto interna alla camera di compensazione. Oramai il sistema dei circuiti di credito commerciale è diffuso in tutta Italia. Ci sono più di 10 mila aziende che quotidianamente acquistano e vendono beni e servizi utilizzando la cosiddetta moneta complementare, per scambi vicini e prossimi intorno ai 400 milioni dalla nostra nascita. Siamo molto orgogliosi perché all’interno del sistema esiste la relazione fiduciaria. Si tratta di un sistema fatto di persone e non di partite Iva”.

“Sardex – prosegue Contu – opera innanzitutto in Sardegna. Con i circuiti di credito commerciali siamo presenti in 12 Regioni in tutta Italia e spero presto anche nel distretto di Genova. Oltre alle già citate 10 mila aziende, partecipano anche i dipendenti delle imprese che hanno la possibilità di avere un proprio conto, l’anticipazione dello stipendio, del TFR o un rimborso spese. Ma non è tutto. In fase di lancio (previsto nel nord della Sardegna per questo fine mese), abbiamo l’approdo ai cittadini e ai consumatori. Inoltre, stiamo trovando anche il modo di coinvolgere sempre più in termini di sensibilizzazione la pubblica amministrazione”.

Al seminario hanno partecipato, oltre al founder di Sarex Contu, Giuseppe Littera, responsabile ICT e relazioni internazionali di Sardex; Marina Avallone, direttore sede Genova, Banca d’Italia; Marco Abbondanza, Membro Commissione Antiriciclaggio, Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Genova; Adriano Mione, Banca Popolare Etica; e Laura Nieri, Professore Ordinario, Dipartimento di Economia, Università di Genova.

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