La Moneta secondo Kant!

È propriamente denaro ciò il cui uso è possibile solamente attraverso una sua cessione. (Kant).

Per essere anche solo possibile, la moneta non può non avere in sé una tendenza alla sparizione, quantomeno per il soggetto che ne fa uso, ovvero che ne ritrae una utilità. La moneta è quella cosa di cui si fa uso non detenendola, e in generale non incorporandosela, ma piuttosto liberandosene, lasciandola andare via dalle proprie mani – e verso dove? Evidentemente verso altre mani, e, al di là esse, verso un altro atto di cessione.

Cedibile all’infinito, la moneta è tale da dover potere passare di mano in mano entro una circolazione di beni d’uso, cioè di cose che rispondono a bisogni, e che possono essere usate solo trattenendole presso di sé. E tuttavia, poiché le cose e i bisogni entro un tempo e uno spazio finiti non sono infiniti (beninteso, se la comunità è tale ed è sana), questa circolazione ha un limite, che è quello delle cose che devono essere scambiate. Ecco perché per Kant la moneta, ovvero qualcosa di per sé senza valore, può presiedere al movimento della cose che per una comunità hanno valore, e che non a caso si chiamano “beni”.

Non essendo nessun bene (ma nemmeno per ciò stesso un “male”), la moneta può rappresentare, dare parola, ai beni e alla loro utilità.

La moneta non è nulla rispetto ai beni che, tuttavia, senza di essa non potrebbero passare così fiduciosamente di mano in mano, e in particolare dalle mani di chi non ne ha bisogno a quelle di chi ne abbisogna, ovvero realizzando all’interno di una comunità la cura reciproca dei partecipanti ad esso (il popolo). La moneta, che di per sé non vale niente, dà tangibilità al movimento dei beni, ed entro questo limite realizza una comunità di scambio. Ma oltre questo limite? Oltre il limite della cura reciproca, la moneta deve poter passare in un altro modo ancora: non ad un’altra mano, ma semplicemente sparire. La moneta a cui pensa Kant è una moneta radicalmente non risparmiabile, ma non esclusivamente per motivi “etici”, ma più semplicemente perché possa essere davvero ciò che è.

(Amato – Fantacci)

Samex StaffLa Moneta secondo Kant!
Condividi questo post